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Il mondo dei sensi

Essere consapevoli significa essere in contatto con le esperienze sentite nel momento presente. Ogni attimo, momento dopo momento, è parte della vita. Possiamo apprezzare la ricchezza dell’esperienza portando una “nuda” attenzione ai sensi. Ciò significa la capacità di notare e percepire ciò che emerge nel momento presente, con la sospensione del giudizio. Aprirsi all’esperienza con un atteggiamento curioso, un po’ come fanno in bambini quando osservano per la prima volta un oggetto. La mente ha la facoltà di riconoscere, etichettare, classificare, sospendendo il giudizio le permettiamo di riposarsi e lasciare andare questa sua abilità per dare spazio ai sensi e alla scoperta di sensazioni che possono essere nuove o già vissute ma non percepite.

La pratica di ieri sera è stata ispirata dalla lettura del libro “Riprendere i sensi” di Jon Kabat-Zinn  dal quale riportiamo alcune parti tratte della PARTE TERZA “Il mondo sensoriale: la tua unica vita selvaggia e preziosa”

“In circostanze speciali i nostri sensi possono diventare straordinariamente raffinati. Si dice che i cacciatori aborigeni che vivevano nell’Outback australiano riuscissero a vedere a occhio nudo il satellite più grande di Giove, tanto acuta era la loro vista […] Ogni senso ha la propria specifica costellazione di caratteristiche, sulle quali non solo ci facciamo “l’immagine” del mondo “esterno” ma le diamo anche un significato, elaborando la capacità di collocarci in esso, momento per momento.

Possiamo imparare moltissimo su noi stessi, e su ciò che diamo del tutto per scontato, dalle esperienze che ci riferiscono persone a cui manca una (o più di una) delle nostre comune capacità sensoriali, fin dalla nascita oppure per una successiva perdita. […] Dunque possiamo ad arrivare ad apprezzare di più il dono dei sensi a nostra disposizione in questo momento e delle possibilità quasi illimitate di metterli al servizio della nostra crescente consapevolezza dei panorami interiori ed esteriori. […]

Tutti i giorni, ogni ora, ogni mattino, a ogni nuvola che passa, con ogni tempo, in tutte le stagioni, quel che c’è da vedere è sempre diverso, eternamente mutevole; gioca di dissolvenze con la luce e il calore e la stagione passando da un aspetto all’altro, come i paesaggi di montagna e di gole e i campi e i fienili che spinsero Monet a dipingere su più tele lo stesso panorama a mano a mano che cambiavano le stagioni, catturando la luce inafferrabile e il modo misterioso in cui essa dà vita a forme e macchie di colori. […]

Faccio un esperimento: riesco a lasciar arrivare il suono, semplicemente, e ad andare incontro alla “coscienza auditiva” che sorge nell’esperienza nuda e cruda dell’ascolto, come già accaduto in ogni momento? È realmente possibile togliermi dai piedi e lasciare che sia solo l’udire, lasciar arrivare i suoni alle orecchie, essere nelle orecchie, nell’aria in quel momento, senza nessun abbellimento, senza nessuno sforzo? Sentire solo quel che c’è da sentire …[…]

A toccarci non è soltanto l’aria, anche se il suo tocco è costante: il nostro corpo tocca ogni sedia su cui si siede, ogni pezzo di pavimento o di terra su cui sta in piedi, ogni superficie su cui si sdraia, ogni capo di vestiario che lo copre, ogni attrezzo che ne nostre mani reggono, ogni oggetto che cerchiamo di afferrare, sollevare, spingere, tirare o porgere. E forse, ancora più importante, noi ci tocchiamo a vicenda in miriadi di modi, a volte senza pensarci, altre di proposito, a volte con sensualità, altre con romanticismo, a volte amorevolmente, altre in modo aggressivo, a volte in modo insensibile, a volte con rabbia. […]

L’arietta che si muove delicatamente, stamattina, contiene un po’ di umidità; non solo la sento carezzarmi la pelle , ma ora la annuso anche, specie a mano mano che la mia attenzione si concentra a si acuisce per riuscire a coglierla: porta con sé un profumo di alghe, anche se debole, un profumo di sabbia bagnata, un profumo di zostera, il profumo di tutte le piante e gli animali della vita litoranea che abbiamo qua attorno, su tre lati, nelle pozze di marea e sulle spiagge. C’è anche il profumo della terra umida e imbevuta d’acqua, che viene dai vicini boschi…[…]Ma guardo che cosa ho fatto: non riesco a descrivere gli odori in se stessi né le sensazioni di questo panorama olfattivo se non per analogia, oppure nominando gli oggetti e sperando che questo evochi in voi qualcosa che vi possa riportare indietro a tempi e luoghi e volte in cui avete avuto esperienza simili così che riusciate a ricordare il timbro di questi profumi. Non posso imbottigliare per voi l’esperienza di questo panorama, e neanche per me stesso: è complesso, infinitamente ricco, unico, e cambia ogni momento e insieme rimane più o meno lo stesso. […]

Concediamoci di pensare al mangiare, per un momento. Dopo respirare, mangiare è una cosa altrettanto essenziale per gli organismi viventi. Senza mangiare non possiamo sostentarci, e la spinta a soddisfare questo quotidiano bisogno di sostegno, ossia la fame e la sete, va esaudita quotidianamente. Il discernimento dei sapori in origine, nella vita selvaggia, aveva la funzione di ridurre la possibilità di avvelenarci mangiando o bevendo alla disperata spinti proprio dalla fame e dalla sete. […]

Il panorama in senso lato e i panorami visivi, uditivi, tattili, olfattivi, gustativi alla fin fine convergono tutti in quello che chiameremo, per estensione, il panorama mentale. Senza la capacità di discernimento della mente non ci sarebbe conoscenza di nessun panorama, interiore o esteriore che sia. […]

La consapevolezza è il senso della mente, forse il supremo tra i sensi.”

La pratica di ieri è stato un assaggio del percorso che partirà a settembre intitolato “LA NOSTRA NATURA FEMMINILE” organizzata da Essere Ora e Fioribrì, condotta da Miriam Lucia e Giulia Bristot.

Esserer Ora e fioribiri

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