Allucinazioni: un brano di Joseph Goldstein per la sessione online del mattino

Condividiamo il brano di Joseph Goldstein Abbiamo le allucinazioni di prendere per felicità ciò che non lo è affatto” tratto dal libro “Mindfulness. Una guida pratica al risveglio”. 

Una delle “allucinazioni percettive” che caratterizzano il nostro modo di approcciarci alla realtà, è quella di prendere per felicità qualcosa che è sofferenza o non appagamento.

Agli occhi del mondo la felicità consiste per lo più nel godimento dei piaceri dei sensi.

Non poco del nostro tempo è speso cercando l’eccitazione di un’esperienza piacevole o lavorando sodo in vista di un piacere futuro.

Ma dato che tutti i piaceri sono impermanenti, la ricerca non ha fine.

Come diceva Nasruddin, protagonista delle storielle sapienziali sufi, ingoiando uno dopo l’altro peperoncini piccantissimi: “Aspetto quello dolce”.

A volte siamo attratti da un piccolo piacere che nasconde una sofferenza molto maggiore.

Lo si vede chiaramente in molte dipendenze pericolose, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Di recente leggevo le statistiche sui danni all’udito derivanti dall’assistere a concerti rock assordanti o ascoltare gli MP3 a volume troppo alto.

Per qualche motivo, scambiamo per felicità un impatto acustico nocivo.

In questa allucinazione percettiva spesso ci illudiamo che desiderare sia di per sé felicità.

Che effetto fa quando credete di dover avere o fare qualcosa e nella mente c’è quella particolare ossessione che se ne va solo quando il desiderio viene soddisfatto o scompare spontaneamente? E crediamo che questa sia la felicità, fino al momento in cui smettiamo di volere e proviamo il sollievo e l’agio che ne derivano.

Paradossalmente, ciò che agli occhi del mondo è sofferenza (la rinuncia, il controllo delle porte sensoriali, il silenzio, la semplicità, un ambiente con poche distrazioni) per il Buddha è felicità, per via dell’agio, dell’apertura di cuore e della serenità che arrecano.

Vedere questa allucinazione percettiva come tale (considerare soddisfacente ciò che in ultima analisi è insoddisfacente) apre le porte a una grande compassione.

Si dice che dopo l’illuminazione il Buddha sia stato spinto a insegnare dalla compassione, perché vedeva che tutti gli esseri cercano la felicità, vogliono la felicità, eppure si comportano in modo da procurarsi sofferenza.

Dissipare le nostre allucinazioni può diventare combustibile per il bodhicitta, il desiderio di risvegliarsi per aiutare gli altri a trovare una felicità più autentica.”

Per aderire alle nostre attività

Aderisci alla pratica online gratuita di mezzora del mercoledì alle 6.30 scrivi a info@essereora.it e riceverai il link per il collegamento con zoom.

Ricevi le informazioni sui prossimo corsi in partenza di Mindfulness, scrivi a info@essereora.it o chiama il 3313993232.

Fissa una sessione di Mindfulness individuale di prova con Miriam Lucia Bertolli scrivi a info@essereora.it o chiama il 3313993232. La sessione di prova è gratuita ed è di 30 minuti.

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su YouTube

Leave a comment

Per essere sempre aggiornati sui corsi e sulle attività del Centro Essere Ora.

No spam.

Ti sei iscritto con successo alla newsletter

There was an error while trying to send your request. Please try again.

Essere Ora will use the information you provide on this form to be in touch with you and to provide updates and marketing.