Guida alla meditazione informale 1: FARSI LA DOCCIA

Come anticipato nell’articolo precedente, è nata Essere Ora Rubrica “La pratica informale”, per allenare l’attenzione al momento presente, in questo modo sarà possibile praticare la consapevolezza in ogni gesto della quotidianità.

Essere Ora Rubrica uscirà ogni due settimane con un breve articolo proponendo la meditazione informale da sperimentare in autonomia.

Iniziamo quindi con la Pratica Informale 1: FARSI LA DOCCIA

Farsi la doccia è un gesto che accomuna tutti. Molti fanno la doccia prima di andare al lavoro per dare avvio alla giornata, altri a fine giornata o dopo aver fatto dell’attività sportiva. Per alcuni farsi la doccia è un gesto che arriva prima di un evento importante, per prepararsi al meglio a tale evento.

Essere Ora ti propone di eseguire questo gesto abitudinario, che spesso viene fatto in modo automatico e velocemente, con un diverso atteggiamento, con l’intenzione di dedicare del tempo a se stessi, un gesto di attenzione verso se stessi, per il proprio corpo e per il proprio benessere, un vero e proprio rito.

Dunque per le prossime due settimane proviamo a dedicare un’attenzione particolare mentre il corpo viene toccato, accarezzato, lavato dagli spruzzi d’acqua. Notiamo se emergono sensazioni. Portiamo l’attenzione alle sensazioni che la pelle trasmette nel momento in cui entra in contatto con l’acqua, con il vapore che si crea, con il sapone o con la spugna. Notiamo quali parti del corpo sono più sensibili al tatto. Notiamo anche ciò che potrebbe manifestarsi nello spazio mentale. Osserviamo, percepiamo, sentiamo ciò che emerge durante il rito della doccia, ciò che emerge potrebbe essere piacevole, spiacevole o neutro, ciò che emerge fa parte dell’esperienza e va bene così. Presenza mentale significa portare un’attenzione gentile su ciò che emerge nel momento presente.

Ecco i quattro passaggi utili prima di iniziare la pratica informale:

1/ scegliere l’oggetto di osservazione: il contatto dell’acqua con il corpo

2/ focalizzare l’attenzione sull’oggetto: le sensazioni che emergono da tale contatto

3/ definire il tempo di pratica: un paio di minuti di pratica informale

4/ consapevolezza della presenza mentale: durante la pratica è probabile che la mente divaghi, quando emergono pensieri che distolgono l’attenzione dall’oggetto, e ne diveniamo consapevoli, gentilmente riportiamo l’attenzione sull’oggetto di riferimento. Quando avviene questo, è un’occasione per complimentarsi per il fatto che si è divenuti consapevoli del divagare della mente.

Se desideri rileggere l’articolo precedente sulla “Guida alla pratica informale” clicca qui.

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