I Buoni Propositi

I “Buoni Propositi” a volte vengono programmati per le vacanze, spesso predisposti per il rientro dalle vacanze, i più interessanti arrivano con il nuovo anno.

E poi i “Buoni Propositi”, per molti, restano in sospeso, incompiuti.

Come mai? Nel momento in cui esprimiamo i nostri “Buoni Propositi” potrebbe essere un’occasione per fermarsi un attimo, prendersi del tempo per connettersi con i nostri reali bisogni, i nostri propositi.

Fermarsi un attimo è un’azione apparentemente facile, in realtà, spesso diventa difficile. Nella vita quotidiana si è trascinati dall’energia del fare, dell’abitudine, dell’automatismo, presi dalla convinzione di non avere il tempo per un momento di pausa, di connessione con il nostro stato interno.

Prendersi del tempo per fare pausa è un’occasione per ristabilire la quiete, la pace, e quindi trovare la libertà di scegliere ciò che è bene e utile fare per noi stessi, come ad esempio definire consapevolmente i nostri “Buoni Propositi”.

Ecco un brano molto bello sui “Buoni Propositi” dal libro di Italo Calvino “Mondo scritto e mondo non scritto”.

I Buoni Propositi

Il Buon Lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino d’altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli.

Nell’approssimarsi delle ferie, il Buon Lettore, gira in negozi dei librai, sfoglia, annusa, ci ripensa, ritorna il giorno dopo a comprare; a casa toglie dallo scaffale volumi ancora intonsi e li allinea tra i ferma libro della sua scrivania.

È l’epoca in cui l’alpinista sogna la montagna che si approssima a scalare, eppure il Buon Lettore sceglie la sua montagna da prendere di petto. Si tratta, per esempio, di una dei grandi romanzieri dell’Ottocento, di cui non si può mai dire di aver letto tutto, o la cui mole ha sempre messo un po’ di soggezione al Buon Lettore, o le cui letture fatte in epoche e età disparate han lasciato ricordi troppo disorganici. Il Buon Lettore quest’estate ha deciso di leggere davvero, finalmente, quell’autore; forse non potrà leggerlo tutto nelle vacanze, ma in quelle settimane tesaurizzerà una prima base di letture fondamentali, e poi, durante l’anno potrà colmare agevolmente e senza fretta le lacune. Si procura dunque le opere che intende leggere, nei testi originali se sono in una lingua che conosce, se no nella migliore traduzione; preferisce i grossi volumi delle edizioni complessive che contengono più opere, ma non disdegna i volumi di formato tascabile, più adatti per leggere sula spiaggia o sotto gli alberi o in corriera. Aggiunge qualche buon saggio sull’autore prescelto, o magari un epistolario: ecco che ha per le sue vacanze una compagnia sicura. Potrà grandinare tutto il tempo, i compagni di villeggiatura potranno dimostrarsi odiosi, le zanzare non dar tregua e il vitto essere immangiabile: le vacanze non saranno perdute, il Buon Lettore tornerà arricchito di un nuovo fantastico mondo.

Questo, si intende, non è che il piatto principale, poi occorre pensare al contorno. Ci sono le ultime novità librarie delle quali il Buon Lettore vuol mettersi al corrente: ci sono poi nuove pubblicazioni nel suo ramo professionale, per leggere le quali è indispensabile approfittare di quei giorni; e bisogna anche scegliere un po’ di libri che siano di carattere diverso da tutti gli altri già scelti, per dare varietà e possibilità di frequenti interruzioni, riposi e cambiamenti di registro. Ora il Buon Lettore può disporre davanti a se un piano di letture dettagliatissime, per tutte le occasioni, le ore del giorno, gli umori. Se egli per le ferie ha una casa a disposizione, magari una vecchia casa piena di ricordi di infanzia, cosa c’è di più bello che predisporre un libro per ogni stanza, uno per la veranda, uno per il capezzale, uno per la sedia a sdraio?

Siamo alla vigilia della partenza. I libri scelti sono tanti che per trasportarli tutti occorrerebbe un baule. Comincia il lavoro di esclusione: ”Questo comunque non lo leggerei, questo è troppo pesante, questo non urgente”, e la montagna di libri si sfalda, si riduce alla metà, a un terzo. Ecco che il Buon Lettore è giunto ad una scelta di letture essenziali che daranno un tono alle sue vacanze. Nel fare le valige ancora alcuni volumi restano fuori. Il programma si restringe così a poche letture, ma tutte sostanziose; queste ferie segneranno nell’evoluzione spirituale del Buon Lettore una tappa importante.

Il giorni di vacanza cominciano a trascorrere veloci. Il Buon Lettore si trova in ottima forma per fare dello sport, e accumula energie per trovarsi nella situazione fisica ideale per leggere. Dopo pranzo però lo prendo una sonnolenza tale, che dorme per tutto il pomeriggio. Bisogna reagire, e a questo proposito giova la compagnia, che quest’anno è insolitamente simpatica. Il Buon Lettore fa molte amicizie ed è mattina e pomeriggio in barca, in gita e la sera a far baldoria fino a tardi. Certo, per leggere ci vuole solitudine; il buon lettore medita un piano per sganciarsi. Coltivare la sua inclinazione per una ragazza bionda, può essere la via migliore. Ma con la ragazza bionda si passa la mattina a giocare a tennis, il pomeriggio a canasta e la sera a ballare. Nei momenti di riposo, lei non sta mai zitta.

Le ferie sono finite. Il Buon Lettore ripone i libri intonsi nelle valige, pensa all’autunno, all’inverno, ai rapidi concentrati quarti d’ora concessi alla lettura prima di addormentarsi, prima di correre all’ufficio, in tram, nella sala d’aspetto del dentista…

Leave a comment

Per essere sempre aggiornati sui corsi e sulle attività del Centro Essere Ora.

No spam.

Ti sei iscritto con successo alla newsletter

There was an error while trying to send your request. Please try again.

Essere Ora will use the information you provide on this form to be in touch with you and to provide updates and marketing.